25 gennaio – Piombino, l’altoforno che ha fatto la storia

 

“Afo4 Piombino. La giornata lavorativa si è ormai conclusa e la speranza è realmente tramontata. Alle ore 9:03 di stamani abbiamo iniziato la procedura per lo spegnimento dell’Afo4. È una strana sensazione quella di scrivere queste poche righe, perché è il segno che sta avvenendo un cambiamento epocale per la storia di Piombino e del suo comprensorio. Da quel 08 giugno del 1995 data di assunzione in azienda (all’epoca Acciaierie e Ferriere di Piombino) da lì sempre trascorse in Afo sono accadute molte cose e con Oggi ho concluso un ciclo con le ultime modifiche software e la realizzazione della pagina grafica (queching) dello spegnimento Afo che non avrei mai pensato di realizzare. Una debita riflessione su un paese che pur vantando di essere tra i primi d’Europa si permette di fatto di rinunciare alla siderurgia a ciclo integrale. Un ringraziamento a chi ha sempre lottato e sta ancora lottando in prima fila con onore e onestà sia per la dignità del lavoro che per un solido futuro. Ma oggi soprattutto un addio alla macchina più misteriosa e affascinante che abbia mai conosciuto l’Afo4. Ora ci attende la conquista per la ricostruzione sia del nostro prossimo futuro ma soprattutto per le prossime generazioni. Nardini Michele Man/Afo4 Aus

L’altoforno 4 era il simbolo delle acciaierie e di Piombino. E Piombino era l’acciaio. Dal 1864 il nome della città coincideva con quello della siderurgia. Più precisamente con l’altoforno.

1864-24 aprile 2014: 150 anni con un altoforno a definire l’orizzonte industriale, la vita della città, le lotte dei suoi operai. La colata di un altoforno non è solo un momento della produzione industriale, dell’industria di base quella che definisce il ruolo di un Paese nel mondo industrializzato, è anche una sorta di opera d’arte.

Il rumore, i colori – soprattutto nella notte –  il bagliore.

Piombino tratteggia il passo indietro dell’Italia che una volta che accettava le sfide. E la riconversione di Piombino è, anzitutto, una sfida fallita.

Le lacrime di Michele Nardini – manutentore dell’AFO4 – alle 9.03 del 24 aprile 2014 sono la rabbia di vedere un progetto non andare avanti “lasciato a se stesso, con macchinari alla fatiscenza.

Delle tre produzioni originarie – dopo innumerevoli passaggi di proprietà – filo, barre per auto e rotaie sopravvive solo l’ultima per una commessa del 2016 di Rfi. Ma si lavora a singhiozzo in uno scenario che definire incerto è definire poco e male. Con Cevital – ultimo arrivato, annunciato da pomposi squilli di tromba – si è finiti in tribunale e questo tiene distanti altri gruppi industriali che magari a quel sito industriale guardano con qualche interesse più solido.

Gli etruschi approdavano a Piombino con il ferro dell’Elba. Il destino industriale e siderurgico nel Dna.

Un altoforno non si spegne girando la manopola del gas: Afo4 è stato spento definitivamente il 6 novembre del 2014, quando dopo complessissime operazioni è stato allagato (nella foto il momento finale con la nuvola di vapore).

Scrive Nardini al momento dello spegnimento:

Dopo 24,8 Milioni di tonnellate  di ghisa, 5600 giorni di marcia e circa 200 giorni di stand-by, stanotte alle ore 02:00 l’AFO4 è stato definitivamente spento.
La fase di quenching è durata dalle ore 09:00 del giorno 5 alle ore 02:00 del 6 novembre ed ha richiesto un totale di 2200 m3 di acqua per portare l’acqua di raffreddamento in uscita dal forno (n°4 tubiere e n°2 fori di colata) stabilmente sotto i 50°C con un tenore di idrogeno nel gas di bocca sotto lo 0,3% per almeno 3 ore.
L’idrogeno nel gas di bocca è sempre stato relativamente basso mentre l’acqua di uscita è arrivata anche ad 80°C, segno che le temperature interno carica (tino) erano comunque sempre abbastanza elevate da riscaldare l’acqua di uscita senza però scindere l’acqua stessa in idrogeno (si ipotizza almeno 200 m3 di acqua andata in vapore): ciò risulta anche visibilmente dalla foto in oggetto dove il vapore in uscita dai bleeder è SOLO quello dell’acqua di spegnimento. Ringrazio tutto il Personale che ha contribuito, fino all’ultimo, al raggiungimento degli obiettivi prefissati, sempre con la massima disponibilità e professionalità, che ci hanno sempre contraddistinto ed hanno fatto sì che insieme raggiungessimo risultati di tutto rispetto e tra i primi altoforni al mondo.

 

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