5 gennaio – Storia di Carmela L.

Storia di Carmela L.

Milano, periferia sud. Un bel quartiere residenziale. Palazzi alti, ma non tanto. Verde, tanto, qualche piscina. Fermata della Metropolitana. Centro commerciale. Centro sportivo.

Non è il West Side, ma è un posto gradevole!

C’è un istituto comprensivo scolastico (materna, elementari e media) che da cinque anni aspetta una maestra.

C’è una maestra, Carmela L. da Messina, che da cinque anni si fa aspettare.

“Mai vista”, scrolla le spalle una maestra in regolare servizio. “Sì, è nell’organico della scuola. Ma non è mai venuta”.

“Come non è mai venuta?”. “Non è venuta, perché può non venire”.

“E prende lo stipendio?”. “Perché non dovrebbe prenderlo? E con lei pure le supplenti”.

Carmela L. dal momento dell’immissione in ruolo a Milano si è semplicemente avvalsa di quanto le permette la legge: gravidanza difficile, maternità, malattia, legge 104.

Con una sapiente regia si è destreggiata tra articoli di legge, certificati medici, contratto e cavilli vari e non ha mai lavorato un giorno.

Nulla di illegale.

Secondo dati della Flc-Cgil, dopo le immissioni in ruolo di luglio scorso, c’erano ancora disponibili nella scuola primaria 5.482 posti comuni e 4.894 posti di sostegno: di questi rispettivamente il 27,56% dei posti comuni e il 42,32 % di quelli di sostegno sono in Lombardia.

 

 

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